
Tra i pochi documenti accolti negli atti della Conferenza di pace di Parigi del 1946 a sostegno del diritto italiano sulla Venezia Giulia figura un opuscolo sulla storia del giornalismo triestino dal titolo Giornali e periodici di Trieste dal 1781 al 1946, edito a cura dell’Associazione della Stampa Giuliana. Si tratta di un libretto bibliografico contenente l’elenco di tutte le pubblicazioni periodiche che hanno visto la luce a Trieste dalla fine del Settecento al termine della Seconda Guerra Mondiale. L’introduzione, scritta in italiano, è stata tradotta in due lingue: inglese e francese. Destinatarie di questa “memoria” erano infatti le potenze vincitrici, prime fra tutte Stati Uniti, Regno Unito e Francia.
L’intento dichiarato era quello di dimostrare l’italianità della città, contro le pretese annessionistiche jugoslave. Con la forza dei numeri, l’Associazione della Stampa Giuliana argomentava che Trieste “è sempre stata, com’è oggi, una città squisitamente italiana, nella vita degli affari come in quella della cultura”. Infatti, stando a un prospetto statistico inserito nell’opera, delle 691 testate pubblicate a Trieste, 618 erano in lingua italiana. Seguivano i giornali in lingua slovena o serbo-croata (43), tedesca (19), greca (5), francese (5) e inglese (1).
Politica e storiografia formano un inestricabile groviglio nelle rivendicazioni territoriali sulla regione giuliana, sia da parte italiana che da parte slava. Questo documento, stampato in un numero limitatissimo di copie, ne è una lampante dimostrazione.
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