Il despota caduto

Le folle rispettano la forza e si lasciano scarsamente impressionare dalla bontà, spesso considerata una forma di debolezza. Le loro simpatie non sono mai andate ai padroni troppo buoni, ma ai tiranni che le hanno con vigore dominate. Sono sempre costoro che vengono onorati con le statue più imponenti.

Se le folle calpestano volentieri il despota caduto, è soltanto perchè, avendo perduto la sua forza, egli rientra nella categoria dei deboli, disprezzati senza timore.

Gustave Le Bon, “La psicologia delle folle”

Autoritarismo delle folle

L’assembramento di folle che si riuniscono per manifestare e render nota una posizione è senza dubbio un elemento imprescindibile di qualsiasi democrazia. Il paradosso è che le folle sono tutto fuorchè democratiche. Infatti, se l’individuo preso isolatamente è pronto a mettere in discussione le proprie opinioni, altrettanto non vale per la folla, la quale assume un’idea e non accetta che venga contraddetta. A tal proposito, riporto un passaggio de “La psicologia delle folle” di Gustave Le Bon.

Le folle, conoscendo soltanto sentimenti semplici ed intensi, accettano oppure respingono in blocco le opinioni, le idee e le credenze ad esse proposte, considerandole verità assolute o errori non meno assoluti […]. Non avendo dubbi su ciò che per essa è verità od errore, e possedendo, d’altra parte, chiara nozione della propria forza, la folla è autoriraria e intollerante. L’individuo può accettare di essere contraddetto e di discutere, la folla non lo tollera mai. Nelle riunioni pubbliche, la più lieve opposizione da parte di un oratore è immediatamente accolta con urla di furore e violente invettive, subito seguite da vie di fatto e dall’espulsione dell’oratore, se questi insiste.

L’ora di religione

L’ora di religione cattolica va abolita. Non tanto per una questione di laicità (l’ora non è imposta, perciò il problema non si pone) ma piuttosto per una questione di utilità: allo stato attuale delle cose è una presa in giro, perchè gli studenti non fanno nulla, i professori fanno anche meno, e bene che vada si passa il tempo a parlare di massimi sistemi, problematiche sociali e boiate simili. Non ci sono voti e non c’è nulla da studiare: che senso ha?

A mio modo di vedere, o si abolisce quest’ora o la si cambia radicalmente. Prima di tutto andrebbe imposta e non proposta, esattamente come tutte le altre materie. In secondo luogo, dovrebbe rispondere a un programma che miri a far apprendere agli studenti la storia e i principi più importanti del cristianesimo cattolico. Il tutto ovviamente senza nessun fine di indottrinamento, non si tratterebbe di un catechismo scolastico, ma di un insegnamento laico e neutrale.

Per quale motivo gli studenti vengono torturati con lo studio di Dante quando il più delle volte non hanno le minime conoscenze in campo religioso? L’ora di religione cattolica dovrebbe servire a fornire agli alunni le basi per affrontare in modo più agevole lo studio di un qualsiasi testo letterario od opera artistica a sfondo religioso. Bisognerebbe fare un lavoro sui testi, a partire dalla Bibbia, selezionare i brani più significativi, insegnarli (esattamente come si insegna Omero) e verificarne la conoscenza con interrogazioni e compiti scritti.

Solo un’ora di religione così fatta avrebbe ragione di esistere. Quello a cui assistiamo oggi nelle scuole italiane è uno spreco di tempo, di energie e di denaro.

Ogni popolo ha la sua ora

“Sono portato a sospettare che i Negri, e in genere tutte le altre specie umane, sono per natura inferiori ai Bianchi. Non è mai esistita una nazione civilizzata, con una costituzione, che non fosse bianca”.

David Hume, eccellente filosofo, scriveva queste cose nel 1752. Si potrebbe bollarlo come “razzista” e chiudere la questione, ma desidero andare un po’ più a fondo.

A mio modo di vedere, ciò che sfugge a Hume è il fatto che ogni popolo ha il suo momento. Quando gli egiziani alzavano le piramidi, Roma ancora non esisteva, e se degli uomini vivevano in quell’angolo del Lazio doveva certamente trattarsi di pastori. Circa tremila anni dopo, i discendenti di quei pastori avrebbero conquistato e sottomesso l’intero Egitto.

Tremila anni: non sono un’enormità? Per accorgesene, è sufficiente pensare a cos’era il mondo nel 1000 aC oppure immaginare cosa diventerà nel 5000 dC. Quando Hume afferma che i negri e le altre “specie” umane sono inferiori ai bianchi perchè non hanno mai creato una nazione civilizzata, dimostra di avere una visione terribilmente ristretta della storia.