Esule

Tu lascerai ogne cosa diletta

più caramente; e questo è quello strale

che l’arco de lo essilio pria saetta.

Tu proverai sì come sa di sale

lo pane altrui, e come è duro calle

lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale

Divina Commedia, Paradiso, Canto XVII, 55-60; Dante Alighieri

L’antropocentrismo del diritto penale

Da diversi anni la legge punisce i delitti che hanno per vittime gli animali: “uccisione di animali”, “maltrattamento di animali”, “divieto di combattimento tra animali”, etc..

La particolarità che mi preme sottolineare è la rubrica del titolo del codice penale che ricomprende questi reati: “Dei delitti contro il sentimento per gli animali”. La legge insomma non protegge l’animale in sé: piuttosto, preserva e tutela l’affetto che la collettività prova per gli animali. Se il legislatore avesse voluto tutelare la vita animale in quanto tale, avrebbe chiamato il titolo “Dei delitti contro gli animali”. Ha scelto diversamente.

Se si vuole, da un punto di vista pratico si tratta di una scelta priva di rilevanza, perché quello che conta è punire chi commette atrocità sugli animali, a prescindere da cosa vuole tutelare la legge. Ma da un punto di vista assiologico, si tratta senza dubbio di una scelta lessicale molto significativa: denota la cifra antropocentrica del nostro ordinamento penale.

La centralità della persona umana nel diritto è così forte che pure il crudele abbattimento di un animale diventa un’offesa all’uomo, nella fattispecie alla sua sensibilità e alla sua sfera affettiva.

“La faccia del Fuhrer”, Walt Disney

Il cartone animato, di produzione Disney, è del 1944: Paperino si ritrova catapultato nella Germania nazista, dove è ridotto a un automa e la sua libertà personale è completamente annullata. Ma alla fine si sveglia dall’incubo, e vestito dei colori della bandiera statunitense scende dal letto e corre ad abbracciare una riproduzione della Statua della Libertà.

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Le animazioni, i disegni e  i fumetti a contenuto politico-ideologico e dirette ai bambini sono tipiche dei regimi autoritari, che cercano di inculcare i propri principi fin dall’infanzia.

Tuttavia, non si può certo dire che gli Stati Uniti fossero un regime dittatoriale. Dunque viene spontaneo chiedersi: perché un cartone di stampo autoritario in un paese liberale?

E’ innegabile che la guerra arrechi gravi danni alla democrazia: lo Stato democratico che entra in guerra cessa in parte di essere tale e assume diversi caratteri tipici dello Stato autoritario. Un esempio: la pena di morte per i disertori. Ai cittadini chiamati alle armi non solo non è dato il diritto di astenersi dalla guerra, ma il rifiuto è punito addirittura con la pena capitale.

Il cartone disneyano dunque è un segno dell’inevitabile autoritarismo in cui incorrono i paesi democratici quando entrano in guerra.