Lo Stato medievale degli italiani

La maggior parte degli italiani ha una concezione medievale dello Stato, nel vero senso della parola. Infatti nel Medioevo lo “Stato” era considerato come il dominio di un uomo e della sua famiglia (generalmente quest’uomo era un Re). Allo stesso modo, gli italiani di oggi pensano allo Stato come al dominio di uno o più uomini, ovvero dei politici che essi hanno eletto. Questo traspare chiaramente nelle frequenti manifestazioni di disaffezione alla Repubblica, alle sue istituzioni e ai suoi simboli, disaffezione che affonda sempre le sue radici nel malcontento verso la classe politica. In poche parole, gli italiani fanno questa equazione: la Repubblica Italiana sono i politici che la governano. Quindi, se i politici governano male, lo Stato italiano è un male, mentre se governano bene lo Stato italiano è un bene. Ora, ditemi voi cosa c’è di diverso in una simile concezione del potere statale rispetto a quella vigente nel Medioevo, dove il Re rappresentava il regno in persona.

Questa non è assolutamente la mia concezione di Stato. Per me lo Stato è la struttura politica di un popolo che si autodetermina e si dà proprie leggi in quanto comunità nazionale. Non è il dominio di uno o più signori. E’ ciò che permette ad una Patria di autogovernarsi e di determinarsi. Io dietro a uno Stato non vedo il politico-padrone Tizio o Caio, ma un popolo con una sua storia, una sua lingua e una sua cultura. Per questo motivo trovo imbecille inveire contro uno Stato e i suoi simboli solo perché mal governato. Lo Stato siamo noi, con le nostre città, la nostra terra e il nostro passato.