Governo e ministri

Il termine “governo” deve la sua origine al verbo latino guberno (che trova il suo corrispondente greco in κυβερνάω). Gubernare significa ‘reggere il timone’, ‘pilotare la nave’, da cui gubernator: timoniere. Governatori oggi sono i presidenti di Regione, qui in Italia, oppure all’estero i presidenti dei paesi statunitensi (chiamati governors).

Ministro deriva invece dal sostantivo latino minister, che vuol dire “servitore” (semanticamente opposto a magister: il suffisso -ter, come noto, indica un rapporto tra due persone, e dunque minus-ter e magis-ter stanno rispettivamente per “subordinato” e “capo”). Molto interessante l’evoluzione semantica della parola, che da un’accezione evidentemente bassa è passata ad una prestigiosa. Il significato iniziale è ormai scomparso, ma a me piace pensare (o almeno lo spero) che l’antico etimo latino abbia la forza di far ricordare a chi è investito della carica di ministro la propria funzione e natura: servitore dello Stato e dei suoi cittadini.

‘Ciao’, l’etimologia e il significato di un saluto

Non esiste italiano che non pronunci la parola ciao almeno una volta al giorno. Ciao è anche una delle poche parole del nostro vocabolario conosciute all’estero. In realtà però sono ben pochi coloro i quali ne conoscono l’origine e l’etimologia. Insomma, cosa vuol dire ciao?

Ciao viene dal dialetto veneto, precisamente da s-ciavo. S-ciavo (successivamente contrattosi in s-ciao e poi in ciao) significa ‘schiavo’, ed era usato dai servi nell’atto di rivolgersi verso i loro padroni nella Venezia del ‘700. Il significato del saluto, com’è facile intuire, equivaleva a: ‘servo tuo’, ‘ai vostri ordini’.

Curioso notare come ciao, da saluto reverenziale e diretto a mettere in evidenza la differenza sociale tra due individui di classi diverse, sia diventato col tempo confidenziale e amichevole, tanto che usarlo oggi nei confronti di un professore o di una vecchia signora è considerato inappropriato e maleducato.