Un figlio di Re mangiava a tavola. Tagliando la ricotta, si ferì un dito e una goccia di sangue andò sulla ricotta. Disse a sua madre: “Mamma, vorrei una donna bianca come il latte e rossa come il sangue”.
“Eh, figlio mio, chi è bianca non è rossa, e chi è rossa non è bianca. Ma cerca pure se la trovi.”
Con questa citazione di Italo Calvino tratta da Fiabe italiane si apre il primo romanzo pubblicato da Alessandro D’Avenia, al quale mi sono avvicinato con curiosità per una serie di buoni motivi: il titolo, la copertina, le buone recensioni sentite in famiglia e non per ultimo il desiderio di leggere qualcosa di leggero. Sì, perché Bianca come il latte, rossa come il sangue è un libro per ragazzi, privo perciò di particolari pretese letterarie.
Nel suo romanzo d’esordio D’Avenia riprende un tema molto ricorrente, quello dell’amore impossibile. Non potrebbe definirsi altrimenti infatti il sentimento del sedicenne Leo, un adolescente come tanti altri, per la bellissima Beatrice, una ragazza dai capelli lunghi e rossi, gli occhi verdi e un terribile segreto: la leucemia che lentamente la sta spegnendo. Quando Leo lo scopre, un tumulto di emozioni e pensieri lo sconvolgono, costringendolo ad interrogarsi sul suo sogno e sugli ostacoli che si frappongono alla sua realizzazione.
Raccontata in una forma che si avvicina molto al diario, con una scrittura che vorrebbe ricalcare quello di un giovane liceale, la vicenda di Leo è la storia di una progressiva e necessaria crescita interiore, stimolata sia da eventi apparentemente più grandi di lui sia da due personaggi che con la forza della loro presenza e la dolcezza delle loro attenzioni lo aiuteranno a guardare le cose del mondo con occhio maturo e fiducia nell’avvenire.
“Ho delle borse sotto gli occhi, servono a portare i miei sogni. Quando avrò trovato il mio le svuoterò e brilleranno leggeri”. Ho letto da poco il libro anche io e mi ritrovo nella tua recensione. Non sono più una ragazza ma l’ho trovato un buon intermezzo tra Anna Karenina e un giallo appena iniziato!
Mi fa piacere che ti ritrovi nella mia recensione 😉
Alessandro D’Avenia conosce gli adolescenti da un punto di vista privilegiato, fa tesoro dei loro sguardi e tesse le trame della loro vita nelle sue opere. Il film ha reso solo in parte giustizia al libro, come spesso capita. Ti consiglio anche “Cose che nessuno sa”.
Grazie per il consiglio. Me ne hanno parlato bene. Penso che più avanti inizierò a leggerlo 😉
…. io non l’ho letto il libro, ma conosco la storia per il film… lo avrei letto per il semplice fatto che il mondo adolescenziale con i suoi colori e toni, anche alle volte così contrastanti riesce sempre a incantati emozionarmi. Però non l’ho fatto proprio perché con poche pretese… e sono i libri per ragazzi che dovrebbero avere più pretese… 🙂