Epidemie del passato

Non ci eravamo abituati, ma era già successo, lasciandosi dietro la stessa coda di polemiche.

Tempo fa, durante alcune mie ricerche, trovai questa prima pagina della Favilla, un elegante giornale triestino dell’Ottocento.

Il numero è del 16 ottobre 1850 (170 anni e una settimana fa), ma potrebbe essere scritto oggi, se non in Italia sicuramente in qualche altro Paese d’Europa o del mondo. All’epoca si era appena usciti da un’epidemia di colera e altre se ne temevano:

“Non traspirò nulla […] circa ai provvedimenti da prendersi onde tenere lontana la minacciante invasione del morbo indiano; solo si lesse un avviso della Commissione sanitaria che raccomanda al popolo alcune precauzioni dietetiche le mille volte ripetute e sempre inutilmente. Sta però bene che non si trascurino simili avvertimenti, e sarà meglio ancor quando sieno seguiti da misure di efficacia più pronta e sicura”

Poi un articolo dai toni piuttosto accesi, intitolato “POLEMICA“, dove la Favilla attacca frontalmente un altro giornale triestino, l’Osservatore (di stampo filo-austriaco), per una diversità di vedute sulla gestione dell’emergenza sanitaria da parte dell’amministrazione cittadina:

“Noi censurammo soltanto, ed in ciò persistiamo, il difetto totale di misure preventive atte ad arrestare l’invasione del morbo od almeno la sua maggiore diffusione. Che importa se una Commissione fu nominata sino dal giugno se sino al settembre essa non diede segni di vita?”.

“Ci basti riandare a quei mesi funesti in cui il male, latente in prima, scoppiava con violenza inusitata. Quali provvedimenti erano stati presi, quali misure preventive adottate?”

E poi, il solito vecchio augurio: “… parliamone, chè forse la sperienza del passato varrà a renderci più saggi per l’avvenire“.

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