Statue

Tra le tante forme d’arte che esistono, le statue hanno una particolarità: vengono realizzate solo per i morti o per le divinità.

Una persona può essere raffigurata in tanti modi (un tempo c’erano dipinti e ritratti, da un secolo e mezzo a questa parte esiste anche la fotografia) ma se fate attenzione, nessuno prima di morire è ritenuto degno di una statua. Sarebbe visto come un oltraggio al buon gusto, o come una forma di megalomania. Gli imperatori e i dittatori si facevano costruire delle statue, ma questo per attribuirsi un carattere divino.

Generalmente vale questa regola: come non si può far santo un vivo, non si può nemmeno alzare una statua in onore di una persona che non è ancora morta.

Le masse secondo Hitler

Spesso ci si domanda come sia stato possibile che, negli anni ’30, il popolo tedesco abbia appoggiato quasi incondizionatamente un tiranno come Adolf Hitler. Io ravviso la risposta a questa domanda nelle parole dello stesso Hitler qui sotto riportate. Consiglio a chiunque di leggerle: sono vere, per quanto sconfortanti nel loro contenuto.

La psiche delle grandi masse non è ricettiva di mezze misure o di debolezza.

Come una donna, le cui reazioni psichiche sono influenzate meno dal ragionamento astratto che da un’ansia indefinibile, sentimentale di forza complementare, che vuole sottomettersi all’uomo forte anziché dominare il fiacco, così le masse amano il dominatore anziché il supplice, e internamente sono molto più soddisfatte da una dottrina che non tollera rivale che non dalla concezione della libertà liberale.

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Le masse spesso si sentono incerte sul cosa fare della libertà e persino si sentono facilmente come abbandonate. Esse non si rendono conto dell’impudenza con cui sono terrorizzate spiritualmente, né della scandalosa restrizione delle loro libertà umane, perchè illusione di questa dottrina non si fa strada in alcun modo tra loro. Perciò vedono solo la forza senza restrizioni, la brutalità e lo scopo delle sue manifestazioni cui esse a lungo andare si assoggettano sempre.

tratto dal Mein Kampf di Adolf Hitler